
Il matrimonio si svolgerà alle ore 15.30 presso il Duomo di Monza (nonché la parrocchia della sposa).
Siete tutti invitati!!
Di seguito trovate qualche informazioni relative alla storia del Duomo, della Corona Ferrea e del Museo annesso.
Al termine della pagina verranno invece fornite alcune indicazioni su come raggiungerci...
IL DUOMO
Il Duomo di Monza, dedicato a San Giovanni Battista, è stato edificato tra il XIV e il XVII secolo e si trova nella piazza omonima della città lombarda.
Dal transetto sinistro, attraverso il grazioso chiostro del settecentesco cimiterino, si accede al Museo Serpero, che conserva il Tesoro del Duomo.
Fino al XVI secolo il Duomo di Monza era amministrativamente autonomo dalla diocesi di milano, e l'arciprete del Duomo aveva persino una parte dei poteri propri di un vescovo; nei documenti d'epoca si parla di "curia" di Monza, proprio come se fosse stata una sede vescovile.
Questa situazione fu sanata da San Carlo Borromeo, ma per la forte opposizione dei monzesi, egli dovette tuttavia rinunciare ad imporre il rito ambrosiano per la celebrazione della Messa, che vige nel resto della diocesi. Tuttora a Monza e dintorni la Messa è celebrata secondo il rito romano.
Questa situazione fu sanata da San Carlo Borromeo, ma per la forte opposizione dei monzesi, egli dovette tuttavia rinunciare ad imporre il rito ambrosiano per la celebrazione della Messa, che vige nel resto della diocesi. Tuttora a Monza e dintorni la Messa è celebrata secondo il rito romano.
Una trama di vicende lunga più di 1400 anni, una struttura complessa e monumentale, un ricchissimo apparato decorativo e di arredi, un Tesoro di valore inestimabile e un fitto intreccio di relazioni internazionali scandite sull’arco di tutta la sua storia, fanno del Duomo di Monza una delle più importanti istituzioni ecclesiastiche d’Italia e d’Europa.
Un’importanza cui la basilica sembra essere stata destinata fin dalle origini, che si collocano nei difficili anni della prima organizzazione del regno longobardo in Italia e si legano alla figura della Regina Teodolinda (570 circa – 627), principessa bavara di fede cattolica, andata in sposa, in successione, a due re dei Longobardi: Autari (nel 589-90) e Agilulfo (dal 590 al 616).
per saperne di più: http://www.duomomonza.it//index.php?option=com_frontpage&Itemid=1
oppure http://www.museoduomomonza.it/Pages/Percorsi/Default.aspx?id=257&mid=6
LA CORONA FERREA
Nell’altare della Cappella di Teodolinda è custodita la Corona Ferrea, uno dei prodotti di oreficeria più importanti e densi di significato di tutta la storia dell’Occidente.
Conservatasi miracolosamente fino ai nostri giorni, la Corona è composta da sei piastre d’oro - ornate da rosette a rilievo, castoni di gemme e smalti - recanti all’interno un cerchio di metallo, dal quale prende il nome di “ferrea”, che un’antica tradizione, riportata già da sant’Ambrogio alla fine del IV secolo, identifica con uno dei chiodi utilizzati per la crocifissione di Cristo: una reliquia, quindi, che sant’Elena avrebbe rinvenuto nel 326 durante un viaggio in Palestina e inserito nel diadema del figlio, l’imperatore Costantino.
La tradizione, che lega la Corona alla passione di Cristo e al primo imperatore cristiano, spiega il valore simbolico attribuitole dai re d’Italia (o dagli aspiranti tali, come i Visconti), che l’avrebbero usata nelle incoronazioni per attestare l’origine divina del loro potere e il loro legame con gli imperatori romani. Recenti indagini scientifiche fanno prospettare che la Corona, che così come si presenta deriva da interventi realizzati tra il IV-V e il IX secolo, possa essere un’insegna reale tardo-antica, forse ostrogota, passata ai re longobardi e pervenuta infine ai sovrani carolingi, che l’avrebbero fatta restaurare e donata al Duomo di Monza.
A partire da allora la storia del diadema fu indissolubilmente legata a quella del Duomo e della città. Nel 1354, ad esempio, papa Innocenzo VI sancì come diritto indiscusso – anche se poi disatteso – del Duomo di Monza di poter ospitare le incoronazioni dei re d’Italia, mentre nel 1576 san Carlo Borromeo vi istituì il culto del Sacro Chiodo, in modo sia da rendere ufficiale il riconoscimento del diadema come reliquia, sia di legarlo a un altro Sacro Chiodo, conservato nel Duomo di Milano, che secondo la stessa antica tradizione sant’Elena avrebbe fatto forgiare a forma di morso per il cavallo di Costantino, come ulteriore metafora dell’ispirazione divina nel comando dell’Impero.
In virtù del suo valore sacro la Corona Ferrea viene conservata in un altare consacrato e ad essa dedicato, eretto da Luca Beltrami nel 1895-96.
Conservatasi miracolosamente fino ai nostri giorni, la Corona è composta da sei piastre d’oro - ornate da rosette a rilievo, castoni di gemme e smalti - recanti all’interno un cerchio di metallo, dal quale prende il nome di “ferrea”, che un’antica tradizione, riportata già da sant’Ambrogio alla fine del IV secolo, identifica con uno dei chiodi utilizzati per la crocifissione di Cristo: una reliquia, quindi, che sant’Elena avrebbe rinvenuto nel 326 durante un viaggio in Palestina e inserito nel diadema del figlio, l’imperatore Costantino.
La tradizione, che lega la Corona alla passione di Cristo e al primo imperatore cristiano, spiega il valore simbolico attribuitole dai re d’Italia (o dagli aspiranti tali, come i Visconti), che l’avrebbero usata nelle incoronazioni per attestare l’origine divina del loro potere e il loro legame con gli imperatori romani. Recenti indagini scientifiche fanno prospettare che la Corona, che così come si presenta deriva da interventi realizzati tra il IV-V e il IX secolo, possa essere un’insegna reale tardo-antica, forse ostrogota, passata ai re longobardi e pervenuta infine ai sovrani carolingi, che l’avrebbero fatta restaurare e donata al Duomo di Monza.
A partire da allora la storia del diadema fu indissolubilmente legata a quella del Duomo e della città. Nel 1354, ad esempio, papa Innocenzo VI sancì come diritto indiscusso – anche se poi disatteso – del Duomo di Monza di poter ospitare le incoronazioni dei re d’Italia, mentre nel 1576 san Carlo Borromeo vi istituì il culto del Sacro Chiodo, in modo sia da rendere ufficiale il riconoscimento del diadema come reliquia, sia di legarlo a un altro Sacro Chiodo, conservato nel Duomo di Milano, che secondo la stessa antica tradizione sant’Elena avrebbe fatto forgiare a forma di morso per il cavallo di Costantino, come ulteriore metafora dell’ispirazione divina nel comando dell’Impero.
In virtù del suo valore sacro la Corona Ferrea viene conservata in un altare consacrato e ad essa dedicato, eretto da Luca Beltrami nel 1895-96.
IL MUSEO del DUOMO
Il Museo e Tesoro del Duomo di Monza custodisce cimeli e reliquie che ci riportano ai primi secoli del Cristianesimo ed all’epoca longobarda e ci accompagna sino ai nostri giorni senza soluzione di continuità. Si va da una serie di ampolline palestinesi e romane, databili alla seconda metà del VI secolo, agli splendidi preziosi del periodo tardo romanico, VI-VII secolo, come la Croce detta di Agilulfo, la Corona votiva e la legatura dell'Evangeliario di Teodolinda; dai capolavori di epoca carolingia, IX secolo, come il Reliquiario del dente di S. Giovanni e la Croce reliquiario di Berengario I, alle opere artistiche di scuola lombarda, come la Madonna col Bambino in pietra ed il San Giovanni Battista in rame dorato del XV secolo; dai lasciti dell’età viscontea, come il Calice di Giangaleazzo Visconti e lo Stocco di Estorre Visconti, agli arazzi cinquecenteschi, fino alle tele del XVII-XVIII secolo.
Il Museo e Tesoro del Duomo costituisce quindi un’eccezionale raccolta di opere d’arte e testimonia di come la fede abbia saputo ispirare nel corso dei secoli tante generazioni di artisti ed artigiani, sostenuti da non meno importanti atti di sincero mecenatismo. Il Tesoro ha reso Monza e la sua Basilica, famosa nei secoli. Purtroppo quello che resta oggi è solo parte di un patrimonio importantissimo, il cui primo inventario conosciuto risale all’anno 1275. Le perdite più ingenti si ebbero in epoca napoleonica, quando, per provvedere alle spese di guerra, nel 1796, la Basilica dovette consegnare due terzi dell’oro e metà dell’argento che possedeva, per essere fusi.
Nonostante le perdite, il Museo e Tesoro del Duomo conserva intatto il fascino che gli deriva dalla lunghissima tradizione ma anche dalle capacità di rinnovarsi ed arricchirsi, come avvenuto nel 2007, con l’inaugurazione della nuova ‘Sezione Gaiani’, che amplia notevolmente gli spazi del precedente nucleo ipogeo della ‘Sezione Serpero’, del 1963. La sezione dedicata alla memoria di Filippo Serpero è dedicata soprattutto alla scomparsa basilica altomedioevale, mentre la sezione dedicata a Carlo Gaiani raccoglie soprattutto testimonianze a partire dal 1300, data d’inizio della ricostruzione dell’attuale basilica.
Nonostante le perdite, il Museo e Tesoro del Duomo conserva intatto il fascino che gli deriva dalla lunghissima tradizione ma anche dalle capacità di rinnovarsi ed arricchirsi, come avvenuto nel 2007, con l’inaugurazione della nuova ‘Sezione Gaiani’, che amplia notevolmente gli spazi del precedente nucleo ipogeo della ‘Sezione Serpero’, del 1963. La sezione dedicata alla memoria di Filippo Serpero è dedicata soprattutto alla scomparsa basilica altomedioevale, mentre la sezione dedicata a Carlo Gaiani raccoglie soprattutto testimonianze a partire dal 1300, data d’inizio della ricostruzione dell’attuale basilica.
per saperne di più: http://www.museoduomomonza.it/Pages/
COME RAGGIUNGERCI
AUTO
Il Duomo si trova in zona a traffico limitato. Si consiglia di arrivare un pò prima e lasciare l'auto nei parcheggi a pagamento e a ore nelle adiacenze del centro storico, oppure nei parcheggi custoditi (nell'area di 800 metri circa di distanza) di via Pennati, piazza Carducci, via Azzone Visconti e raggiungere quindi il Duomo a piedi.
TRENO
La stazione ferroviaria di Monza è a circa 1 km a sud dal Duomo. A piedi si percorre quindi corso Milano, e l'area pedonale di via Italia fino ad intersecare sulla destra piazza Duomo.
Il Duomo si trova in zona a traffico limitato. Si consiglia di arrivare un pò prima e lasciare l'auto nei parcheggi a pagamento e a ore nelle adiacenze del centro storico, oppure nei parcheggi custoditi (nell'area di 800 metri circa di distanza) di via Pennati, piazza Carducci, via Azzone Visconti e raggiungere quindi il Duomo a piedi.
TRENO
La stazione ferroviaria di Monza è a circa 1 km a sud dal Duomo. A piedi si percorre quindi corso Milano, e l'area pedonale di via Italia fino ad intersecare sulla destra piazza Duomo.
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